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mercoledì 15 maggio 2013

Dimmi che cellulare compri e ti dirò chi sei

Premessa: questo post è puramente ironico, quindi se siete persone che tendono a prenderla sul personale evitate di leggere questo post. Io vi ho avvertiti.
I cellulari sono diventati una componente fondamentale della nostra esistenza e molto spesso la scelta di un cellulare piuttosto che un altro è dettata dalle nostre inclinazioni, dai nostri modi di vedere le cose e da ciò che ci aspettiamo dalla vita (che paroloni, che riflessioni psicologiche; mica pizza e fichi.)

Siccome fare un'analisi marca per marca sarebbe inutile, ma soprattutto troppo lungo, e non ho così tanta voglia di inventarmi palate di cazzate, mi limiterò a dividere le tipologie in base al sistema operativo, analizzando i 4 OS più diffusi e quotati del momento: Android, IOS (Iphone), Windows e BlackBerry OS


Android
Fondamentalmente siete degli autolesionisti che amano arrovellarsi nelle proprie paranoie. La scelta del cellulare non si basa sul semplice: "È un buon/cattivo dispositivo, mi piace/non mi piace". No, voi dovete tener conto di ogni minimo particolare: quanto sarà supportato dalla casa madre; se gli aggiornamenti saranno utili e apporteranno miglioramenti; se non vi pentirete della scelta sul breve, medio e lungo periodo;  se usciranno nuovi modelli nel giro di 2 giorni (cosa molto probabile); se vi farà il caffè; se il droide mascotte uscirà ogni mattina dal vostro stramaledetto device per abbracciarvi e farvi iniziare bene la giornata; se sarà il vostro passaporto per la conoscenza assoluta e la conseguente conquista del mondo. Probabilmente siete degli smanettoni, di quelli che si tappano in casa e instaurano l'unica relazione durantura (si fa per dire) della propria vita con il nuovo cellulare.

IOS
Voi non vi ponete troppe domande, se il vostro cellulare è in grado di affrontare algoritmi complessi, voi siete in difficoltà anche difronte all'incognita di cosa mangiare per cena. È per questa ragione che scegliete un iphone: vi da sicurezza, sapete di per certo che non vi tradirà mai, anche se uscirà un nuovo modello lui sarà comunque il migliore per voi o comunque non vi sembrerà così obsoleto; dannazione, si tratta pur sempre di un Iphone. Quando dovete comprare un nuovo cellulare non vi domandate: "Perché dovrei prenderlo?" Ma vi domandate semplicemente: "Perché non dovrei prenderlo?" Rendete così la scelta molto più semplice, perché l'unica risposta che potrebbe bloccarvi sarebbe: "Perché non ho i soldi, cavoli!"

Windows
Ammettiamolo, non volete infognarvi in quelle discussioni "Scelgo Android perché.../ Scelgo Iphone perché..." A voi basta avere un cellulare, con una grafica accattivante e con un aspetto giocherelloso. Vi fidate di ciò che Windows ha dato al vostro computer (oltre alle bestemmie e alle grida di isteria). Siete persone che non cercano tanto in un cellulare, se non quel minimo che basta a sopravvivere al mondo tecnologico e a non farvi sentire delle scimmie con in mano un Nokia 3330 (con il quale costruire un martello indistruttibile e fracassare la testa a tutti gli Apple/Android user con il loro magnifico modello per il quale hanno gli occhi costantentemente sbrillucicosi.)

BlackBerry OS
Ecco...ancora non ho capito cosa può spingere una persona a comprarsi un BlackBerry.

venerdì 9 marzo 2012

If you... your childhood was awesome.

La mia infanzia non è stata incredibile, la mia infanzia non è stata la migliore, la mia infanzia è stata una normalissima infanzia. Così come non credo che l'infanzia dei miei fratelli (con cui mi passo praticamente un decennio) sia stata un tipo di infanzia migliore e/o irripetibile.
In giro per la rete la gente non fa altro che esaltare la propria infanzia e i propri miti di quando era bambino come i migliori, irripetibili, unici. Sinceramente mi stupisco davvero che questi individui si ricordi della propria infanzia, in quanto si comportano nell'esatta maniera in cui si comportava mio nonno quando ero piccolo e nella maniera in cui mio padre inizierà a comportarsi tra poco con mio nipote.
Estremizzando questo mio concetto si viene a creare una sorta di corto circuito: una generazione che cerca di demolire i principi dei propri padri (o comunque di ciò che è venuto prima di loro) va ad attaccare ciò a cui puntano forse di più, ovvero il cambiamento, che trova espressione negli individui più giovani. Sembra che le generazioni si siano assottigliate drasticamente, portando alla nascita continua di nuove generazioni, con scontri che avvengono tra persone che non hanno nemmeno 5 anni di differenza e che si comportano esattamente come dei vetusti cultori della verità.
Criticare i più giovani è un comportamento insito nella natura, probabilmente perché si reputano dotati di meno esperienza o magari perché non ancora abbastanza maturi da capire le cose. Tuttavia il paradosso di cui mi sono accorto è: perché ci lamentiamo del fatto che i "vecchi" non ci danno spazio, quando siamo noi stessi a non dare spazio ai "giovani"?

venerdì 20 gennaio 2012

Oh no, mi hanno bloccato Megavideo!

È ormai la questione all'ordine del giorno la chiusura di Megavideo/Megaupload ad opera dell'FBI, o almeno tra la popolazione del web, visto che le grandi testate giornalistiche sui loro siti dedicano alla questione meno dello spazio che dedicherebbero alle nuove tette siliconate di una delle ragazze di via Olgettina.
Tuttavia, argomento ben più controverso è l'azione dimostrativa da parte dell'organizzazione Anonymous nei confronti dei siti dell'Universal, della Warner music, della Casa Bianca, del Dipartimento di Giustizia americana, del FBI e numerose altre etichette musicali ed enti governativi.
C'è chi inizia a parlare di una vera e propria guerra digitale, di fronte a questo atto di portata mondiale e io, da semplice osservatore non posso fare altro che rimanere perplesso di fronte alla reazione di molti individui nel vedere un sito come quello di Megavideo/Megaupload chiuso.
L'attacco portato avanti da Anonymous, che molta gente non fa altro che osannare, non ha come obbiettivo riaprire il sito chiuso ieri sera, vuole sensibilizzare chiaramente la persone riguardo la questione del Stop Online Piracy Act, una proposta di legge che rischia di piegare il web al completo controllo di poteri forti e negargli la libertà che l'ha invece sempre caratterizzato.
Personalmente trovo piuttosto triste vedere commenti del tipo: "Questo vi meritate brutti stronzi per aver chiuso Megavideo!" Ho quasi l'impressione che la gente non si senta minacciata dal fatto che la rete possa essere controllata, bensì dalla possibilità di non poter più vedere i propri film/telefilm preferiti in streaming.
Sarei un ipocrita nel criticare la gente che guarda film attraverso piattaforme simili a Megavideo o scarichi musica utilizzando Megaupload. Quello che critico io è l'atteggiamento piuttosto becero di preoccuparsi prima di tutto di non poter usufruire più di questi servizi, e poi in caso, probabilmente solo quando il fenomeno diverrà tangibile, di vedersi portar via i propri diritti di cittadini del web.
Non intendo soffermarmi sull'esprimere giudizi riguardo la più o meno legittimità di utilizzare tali siti, quello che credo che molta gente non capisca invece è che il messaggio che Anonymous vuole lanciare è di svegliarci, capire cosa sta succedendo e agire di conseguenza, ormai è inutile lamentarsi della chiusura di un sito che difficilmente vedrà di nuovo la luce, sarebbe meglio preoccuparsi invece di quali saranno i prossimi siti a cadere (per motivazioni più o meno giuste).