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martedì 16 luglio 2013

Storia di un piccolo bambino insonne

Questo post nasce come un flusso di ricordi e di considerazione su ciò che è stato, ormai tanto tempo fa, e che ora non è più e non potrà mai più essere.
C'era una volta un bambino insonne che passava le sue notti a interpretare ciò che sarebbe voluto essere, una creatura del folklore che viveva in una realtà sufficientemente lontana da quella realtà troppo stretta che era quella del bambino insonne.
Tuttavia questi due mondi, queste due realtà (quella lontana e quella reale), di tanto in tanto si intrecciavano, si sfioravano, incuneandosi l'una nell'altra, e questo piccolo bambino insonne finì dentro a questa rete di legami tra finto e vero, tra realtà e illusione.
Questo bambino insonne arrivò addirittura ad innamorarsi, dice ora, del proprietario di questa terra ibrida; colui che con magiche parole, semplici frasi, lo graffiava nel profondo lasciandolo completamente nudo. Queste parole erano racchiuse in lunghi post, in sezioni specifiche poste lungo le colonne della pagina che il piccolo bambino insonne leggeva e viveva come chiave di accesso a un nuovo mondo, un mondo di sogni dove esistevano solo lui e il giovane lupo e dove vivevano la più dolce, tormentata, passionale, sofferente storia d'amore che sia mai stata inventata, almeno secondo il punto di vista del bambino. È così che il piccolo insonne visse la sua prima vera storia d'amore, un amore che non esisteva ma che era forte, così forte da farglielo percepire tra le dita, farglielo stringere assieme al dolore che l'essere solo comportava, da farlo commuovere senza motivo apparente durante una gita scolastica. Perché forse, in cuor suo, il bambino insonne aveva capito che quel giovane lupo, il proprietario di quella terra a metà tra la realtà e l'illusione, era simile a lui. Schiavo anch'egli di ciò che doveva essere, il bambino anelava perennemete a ciò che invece avrebbe voluto davvero essere, ma che non riusciva a confessarsi, nemmeno quando era solo e si svestiva di tutto ciò che era, per rimanere nudo sotto la luna.


martedì 10 gennaio 2012

Uno Smartphone e un'infanzia ambigua.

Per natale a mia mamma è arrivato un fantastico smartphone touch screen sbrilluccicoso e strafigo (in realtà si tratta di un semplicissimo Nokia, tra l'altro uguale e identico al mio).
Ogni volta che mia mamma riceve un cellulare nuovo, il che accade oramai circa 2 volte l'anno vista la sua naturale propensione a disintegrarli o affogarli nel water, se ne esce con la fatidica domanda: "Mi puoi mettere sopra una bella suoneria?". Nulla di male in tutto ciò, se non nel fatto che mia madre cerca in tutti i modi di fare la "CioFane" (leggasi giovane) chiedendomi quindi canzoni del calibro di "Something Stupid", non nella versione originale ovviamente, ma quella cantata da Robbie Williams e Nicole Kidman.
Tuttavia questa volta qualcosa è cambiato, difatti mia madre ha scoperto di poter inserire più canzoni all'interno del suo magnifico smartphone e quindi poter personalizzare ogni chiamata che riceve. Di conseguenza per le chiamate di mio padre ha scelto "Donna Con Te" di Anna Oxa, romantica, passionale, una vera donna del sud.
Destino più infausto forse per me, mio fratello e mia sorella (ma soprattutto per me) le cui canzoni sono state scelte in base alle rispettive infanzie. Mia sorella infatti si è beccata Stevie Wonder e la sua " I Just Called To Say I Love You" una romantica canzone che leggenda narra mia sorella cantasse da piccina dedicandola a un fantomatico Francesco (chiamato da lei "Agesco", fatevi le vostre considerazioni da soli e capite cosa volesse dire mia sorella con "Agesco"). Mio Fratello, nato alla fine degli anni '70, ha imparato a gattonare su tre zampe sulle note della sigla di Discoring "Che gatta". Che ironia alle volte la vita...
Destino infausto invece per me, che ovviamente mi son dovuto sorbire la canzone che ha accompagnato i miei sabato mattina da solo in casa con mia madre. Il sabato infatti era giorno di pulizia a casa e ogni sabato mi svegliavo sempre con le stesse due canzoni, o una o l'altra a seconda del lato della cassetta: "Mamma Mia" (la canzone prescelta come canzone più adatta a me) e "Dancing Queen". Ovviamente io ho scoperto cosa fosse la musica attraverso quelle canzoni, sono il primo ricordo musicale che mi porto dietro e sono una macchia indelebile nel mio animo.
Da tutto ciò traete le vostre conclusione, certo è che Mamma Mia qualche domanda se la dovrebbe porre.